Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/73

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il convegno dei sette peccati 67


flettendo la sua bellezza come una guancia di efebo che si copre di pudibondo rossore ai primi assalti della voluttà.

— Buon giorno Lussuria, — disse Gola andandole incontro, — ti sei fatta bella assai per il convegno.

Sorrise l’altra, senza rispondere, coi denti candidi fra le labbra sanguigne; e trascinando in morbide onde il lunghissimo strascico dell’abito marezzato di un verde smeraldo con fondi cupi di giaietto, raggiunse l’unico divano e vi si adagiò in posa molle. Le ampie pieghe della stoffa si distesero intorno a lei quasi sorreggendola in un amplesso; un profumo acuto corse per l’aria. La donna chiuse un istante le palpebre nell’attitudine di assaporare una sua intima ebbrezza e sollevando il seno con profondo respiro fece scintillare sulle carni nude un bizzarro amuleto incastonato fra vividi rubini che parevano goccie di sangue. (Ella aveva anche impressa sul dorso una maschera schifosa dalle occhiaie purulenti, ma non si poteva vedere se non quando si voltava; per questo non si voltava mai).

— Quanto sei bella Lussuria! — ripetè Gola, sempliciotta e ciarliera.

Un gran colpo intanto fece sbattere l’uscio