Pagina:Neera - Lydia.djvu/227

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notte in cui sua madre doveva morire, e si sentì invadere da un improvviso bisogno di tenerezza.

— Calmi — ella disse — mi sarà sempre amico? Sa che all’amicizia ci credo.

— Procurerò di non toglierle anche questa illusione.

La sua voce era grave, ma dolce.

Si accarezzava la barba, in piedi, fissando nel vuoto que’ suoi occhi acuti e freddi. A un tratto si avvicinò alla parete dove alcune fotografie nuove biancheggiavano fra le pieghe della tappezzeria. Erano ritratti di donne bellissime, ballerine, artiste, che Lydia aveva comperate per il suo grande amore al bello e che sembravano rizzarsi, nell’orgoglio delle loro forme adorate, dominando quella strana camera di fanciulla.

— Come è seducente questa, nevvero? Che spalle! Oh esser bella così!...

— Che ne farebbe?