Pagina:Neera - Novelle gaje, Milano, Brigola, 1879.djvu/104

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94 Novelle gaje.

walzer che ballavano insieme dieci anni fa, durante la luna piena dei loro amori:

Sulle labbra se potessi...

Eh! cospetto, li avevo proprio visti io chini sul pianoforte e lui con che passione diceva se poteeessi...

Capisco che la passione è nella musica, ma tant’è non mi sentivo tranquilla.

Il mio dovere d’amica voleva che io avvertissi Sofia della china pericolosa su cui scivolava e che lasciasse dormire i morti in pace per non disturbare i vivi.

È evidente che Emanuele non pensava più a lei ed anche nella lontana ipotesi che gli fosse rimasto qualche focherello nei lombi, non era uomo da avventurarsi a una dichiarazione così fuori di tempo e di luogo; ma il mondo, quel benedetto mondo che vuol sempre aggiungere il pepe al sale e la senape al pepe!

Orsù, il piano mi si spiegava davanti molto chiaro, avevo una missione da compiere.

Restava da scegliersi il momento, l’opportunità, la prima parola.

Avrei fatto così: invece di lavorare assiduamente com’è mio costume, trascinerei intorno il gomitolo e lascerei cadere le mani in grembo. Sofia non mancherebbe di chiedermi: Che hai questa sera? — ed io allora: Ah! Sofia, tu mi domandi che ho? ecc.

Oppure — bisogna prevedere tutto — dato il caso che Sofia non volesse accorgersi delle mie distrazioni,