Pagina:Neera - Novelle gaje, Milano, Brigola, 1879.djvu/122

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112 Novelle gaje

volo o d’un fagiolo? Forse perchè è inutile, perchè rappresenta nella natura la vacuità del sentimentalismo? O materia, o realtà, o eterna fonte del vero...

A proposito: eccoci alla casa del signor P. P. Giacobbe.

La portinaia era occupata nel tirare le orecchie a un certo suo ragazzetto e mi accordò pochissima attenzione.

Salii le scale non senza un po’ di batticuore; alla serva che mi aperse l’uscio (una serva nuova che non conoscevo) chiesi garbatamente:

— È in casa il signor Giacobbe?

— No, ma può tornare a momenti; resti servito, lo accompagnerò in sala.

— Grazie, bella ragazza, sono pratico — e m’avviai con quel contegno franco e disinvolto che s’addice a un futuro padroncino.

La stuoia che copriva il pavimento smorzò il rumore de’ miei passi, ond’è che arrivai sulla soglia del salotto senza essere veduto da due persone che stavano discorrendo.

Una di esse era la damigella, oggetto de’ miei voti; nell’altra riconobbi il figlio di un corrispondente di Nuova-York, che era giunto da una settimana circa e che alloggiava in casa del principale.

— È dunque una risposta favorevole, che mi lasciate sperare?

Così diceva l’americano.

— È permesso? — feci io; ma nessuno dei due rispose; o, a meglio dire, rispose la signorina in questi termini: