Pagina:Neera - Novelle gaje, Milano, Brigola, 1879.djvu/133

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La mia vicina. 123

invoca per questi giorni che mi rimangono e per le primavere che ci sorrideranno, e per il sole che spunterà radioso, e per i fiori che sbocceranno sotto i nostri piedi, e per la pace che benedirà il nostro amore. Vicina! tutto è illusione su questa terra, tutto passa, tutto muore, ma due cuori caldi e sinceri che palpitano l’uno accanto all’altro, possono sfidare la fortuna. Amiamoci! Che c’è di più bello, di più vero, di più santo?

Una lagrima tremava sulle sue palpebre, ma non faceva più buio ed io non osai raccoglierla.

Mezz'ora dopo saltavo nella mia camera come un fanciullo; e ballai e cantai fino ad ora tarda; al punto che le due zitellone mie vicine di sotto picchiarono nel soffitto col manico della scopa per invitarmi a tacere.

Così finì quella memorabile giornata; e se lo permettete finirò anch’io la mia storia.

La conclusione precisa e legale potete trovarla sui registri della parrocchia e su quelli del Municipio, sezione matrimoni, addì 11 aprile 1875.