Pagina:Neera - Novelle gaje, Milano, Brigola, 1879.djvu/169

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La pipa dello zio Bernhard. 159

Joseph, tu hai un naturale eccessivamente vivace. Andiamo; bisogna ragionare con tranquillità.

Faceva un po’ freddo e il degno borgomastro si tirò le coltri sul naso.

— Vediamo, calcoliamo tutte le ipotesi probabili. Gretchen è una donna assennata, casalinga, affezionatissima alla famiglia; non avrà aspettato a perdere la testa proprio questa notte, dopo vent’anni di matrimonio! a meno che fosse questa la notte del Giudizio universale e per evitare scandali abbiano incominciato dalle donne!

Sorrise egli stesso della sua lepidezza e voltandosi sull’altro fianco:

— Io ho un’immaginazione assai feconda in verità; ciò deve nuocere al benessere generale dell’organismo; la sovrabbondanza dei pensieri dimagra... Gretchen, che brutto tiro mi hai giocato! Se fossi certo di non pigliare una infreddatura vorrei arrischiarmi fino alla camera di Elisabet; ma c’è di mezzo quel corridoio dove soffia un vento perenne; converrà vi faccia porre un’impannata; sarà molto ben fatto. Ma intanto chi mi consiglia?

Un improvviso slancio di coraggio decise Joseph Goldbacher a rigettare le coltri e teneva ancora una gamba sospesa, quando Gretchen entrando improvvisamente col lume in mano, gli suggerì il pensiero di ritirarla; ciò che egli fece col massimo piacere, rimproverandosi in cuor suo di essere stato troppo impetuoso e sollecito.

— Gretchen, mia buona moglie, mi fai passare una perfida notte, e il tuo madras è di traverso.