Pagina:Neera - Novelle gaje, Milano, Brigola, 1879.djvu/191

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Perchè sono celibe. 181


— Se non vuol ritenere, renda. Tutto quello che posso fare per la sua coscienza è di rilasciarle l’indirizzo del capitano. Ecco.

Restai coll’indirizzo fra le mani, dubbioso e sorpreso. Vi gettai uno sguardo:

Automedonte Risi

Capitano in ritiro.

Via tale; numero tale.

Non era molto lontano; il mio orologio segnava le tre — ora convenientissima; non avevo appetito e una piccola passeggiata me l’avrebbe fatto venire; d’altronde non mi spiaceva di conoscere il vecchio capitano — sua figlia poteva essere bella — e quel giorno io portavo una cravatta celeste che le avrebbe dato un’alta opinione del mio gusto, lusingando le sue celestiali aspirazioni.

Andai.

Un’ora dopo mi trovavo in via tale, numero tale: chiesi del capitano Antomedonte Risi e mi venne mostrata una scaletta che doveva salire fino agli ammezzati. Venne ad aprirmi un ometto sulla cinquantina, magro, sparuto, con in testa un beretto di quelli che portano i soldati a far la manovra, una vestaglia che si capiva essere stata un cappotto; e due — con licenza — enormi ciabatte che si trascinava dietro come un serpente a sonagli fa della sua coda.

— Il signor capitano?