Pagina:Neera - Novelle gaje, Milano, Brigola, 1879.djvu/276

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266 Novelle gaje.

— L’americano? — fece il vecchietto spalancandogli occhi.

— Vi dico io che so fare le cose ammodo! esclamò la signora B. gongolante di piacere.

Ottima creatura, pareva che lo dovesse sposare lei!

— E l’affare è a buon porto?

— Ecco, l’americano propriamente non sa nulla...

— Ma allora...

— Piano. Egli è arrivato, come sapete, da pochi giorni e l’altro ieri nell’uscire da casa mia si scontrò con Lottina e con Anna. Io che mi trovavo sull’uscio per accompagnare le amiche lo vidi seguire Anna con uno sguardo che voleva passare da parte a parte il velo del suo cappello.

— È un buon principio; ma se si potessero sposare tutte le donne che si guardano...

— Questo è affare mio. L’americano è solo, mesto, annoiato, sconfortato, stanco della vita — lo disse a me e lo ripete a tutti — d’altronde Anna è tanto simpatica e attraente, sua madre è piena di spirito, io — non faccio per vantarmi — qualcosa farò e farò anzi di tutto per...

Il vecchietto s’accorse che la signora B. cercava una parola.

— Animo! dite addirittura che farete di tutto per farlo cascare nella rete. Terribile pescatrice che siete!

La signora B. si abbandonò a uno scroscio di risa che metteva in bella mostra i suoi denti, anche quelli rimessi — anzi, i rimessi sopratutto, perchè erano i migliori.