Pagina:Neera - Novelle gaje, Milano, Brigola, 1879.djvu/287

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Patrizio. 277

argomento dei più importanti e tu non mi hai ancora risposto.»

— È la deputazione — ripensò Patrizio.

«Iddio misericordioso che ti ama ad onta di tanti demeriti vuole aprirti una via sicura per appoggiare il tuo avvenire.»

— Che fosse proprio la Società cattolica per i buoni costumi? — tornò a pensare Patrizio.

La lettera non si spiegava maggiormente. Supponendo che il suo pupillo avesse letto le tre precedenti, il tutore si era limitato a scongiurarlo per una pronta risposta, e meglio ancora perchè si decidesse a fare una gita al paese collo scopo di intendersi meglio.

Quella sera la cappellaia non ricevette nessun uccello, e Patrizio, uscendo dopo un quarto d’ora dalla Croce Bianca, andò lui stesso a impostare una lettera all’indirizzo del suo tutore.

Nel momento che Patrizio usciva dall’albergo un’ombra piccola e mingherlina staccandosi da un pilastro di contro si fece a calcare le sue orme in lontananza.

Patrizio non se ne avvide menomamente; dopo aver gettata la lettera nella buca, continuò a passeggiare, fischiando tra i denti:

   Se il vino zampilla,
Se spuma, se brilla,
E ricchi e pitocchi
Son lieti del par.