Pagina:Neera - Novelle gaje, Milano, Brigola, 1879.djvu/93

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UN MORTO


Le signore sono pregate a non spaventarsi.



Sofia aveva intrecciate le braccia (le più candide braccia del mondo, uscenti nude da uno sbuffo di trine) dietro il capo, sull’appoggiatojo della poltrona e coi piedi allungati (due amori di piedi, calze di seta grigia e sandalini) su un cuscino di velluto, dondolava la faccia da destra a sinistra, ridendo.

— Eppure — continuai gravemente — questo signor Emanuele che tenta riannodare vecchie amicizie che la convenienza aveva interrotte, non mi predice nulla di buono.

— Capisci — Sofia abbassò le braccia e me le stese davanti nell’atto di un maestro elementare quando spiega una regola difficile — non è stato lui a vole riannodare...

— Allora sei stata tu?