Pagina:Neera - Teresa.djvu/210

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unirsi al Signore, misticamente, nell’elevamento dell'anima che assorbe la materia, e la trascina; arse dal bisogno di trasfondersi, arse dallo struggimento femminile che le spinge tutte, religiose ed amanti, a donarsi sopra un altare; a farsi schiave dell’uomo o schiave di Dio.

Questo profondo desiderio delle catene che tormenta le belle anime di donna, ha in sé una voluttà straordinaria; esse attingono nella debolezza quelle gioie medesime che vengono all'uomo dalla forza, e trovano nel cedere una ebbrezza ancor maggiore che gli altri non trovino nel conquistare.

Un altro sentimento, germogliato dall’amore, Teresina lo provava in una specie di rispetto nuovo per la propria persona. Si lavava con saponi odorosi, curava le mani con una attenzione minuta, accorgendosi per la prima volta di avere delle belle manine, volendo renderle ancor piú belle, piú morbide ai baci.

— Non capisco, — diceva la signora Soave — spariscono i limoni dalla dispensa come fossero panetti.

E le gemelle, ad una voce:

— Teresina li adopera tutti per le sue unghie.

Nel suo innocente desiderio di piacere, diventava raffinata. Non toccava né aglio, né cipolle, i giorni in cui sapeva di dover parlare con Egidio; oppure, temendo di portar con sé qualche odore di cucina, coglieva delle foglie di geranio, e se le