Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/164

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156 Parte quarta.

un paio di scarpette francesi di pelle di cane. Stavano così le cose quando entrò Amarilli, e come se il vecchio Spiccorlai non aspettasse altro che lei per soffiare sul lucignolo, mandò un ultimo bagliore dalle sue pupille fulve e si addormentò per l’eternità.

Ma il bello venne dopo, quando si lesse il testamento, scritto tutto di di suo pugno — che pugno! — dove era dichiarato che la somma di centomila lire chiuse nel tiretto della scacchiera la lasciava alla sorella Amarilli e alla nipote Editta.

Alla moglie nulla.

Si può scommettere che il maligno vecchio aveva finto di morire, ma che un occhio almeno se l’era tenuto aperto per godersi la scena; se ciò fu veramente, l’anima sua dovette provare un gran gusto prima di traghettare sul nero Acheronte, perchè alla brutta sorpresa del testamento Renato era fuggito come un gatto sul quale si versi dell’acqua, e la bella Rosa ebbe un travaso di bile così potente che in un paio di giorni andò a raggiungere l’amato consorte — esempio raro di fedeltà coniugale.

Così finì la famiglia Spiccorlai.

Amarilli, unica superstite che ne portasse ancora il nome, pose una croce pietosa su queste