Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/170

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162 Parte quarta.

il volume; gli altri parlavano d’arte, di patria, di questioni sociali, spesso si sprigionavano in liriche robuste alla divina natura, la gran madre universale.

Le piacquero tutti, ma tornava con singolare compiacenza a rileggere più spesso i primi, e sentiva quasi inconsciamente una specie d’invidia per quell’ideale ispiratore, sembrandole che se vi fosse al mondo una donna capace di farsi amare dal poeta, doveva essere una donna sovranamente felice.

Con tutto l’amore vero e sincerissimo ch’ella portava a Giovanni, non potè difendersi da un vago senso di malessere quando il giovine entrò la sera spegnendo la sua pipa di radica, alla cui cannuccia era attaccato un cordoncino verde. Gli strinse la mano con distrazione, sempre pensando a quei versi, ripetendo fra sè: Peccato ch’ei non li possa comprendere!

Giovanni raccontò che una malattia nuova minacciava i vigneti del prossimo anno, ch’egli stava facendo degli esperimenti in proposito, e che tale operazione d’amore e di puntiglio lo occupava assai.

Editta non fiatò.

Amarilli chiese al suo futuro nipote in che