Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/186

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
178 Parte quarta.

Leonardo Guerra dorme così in pace che la sua ombra non ti turbi mai?

— Mai! — rispose Giovanni con sicurezza.

— Ti credo — disse Editta accostando la sua mano al cuore del giovane — la vestale ha custodito fedelmente il sacro fuoco; lo si sente ardere qui.

· · · · · · · · · · · · · · · · · · · ·

Il dialogo continuò a bassa voce confondendosi in un mormorìo indistinto e senza nome.

Il gran giorno era vicino.

Il poeta campagnuolo preparava in segreto il suo nido per renderlo degno della bella paradisea che doveva abitarlo.

Con miracoli di buon gusto e di previdenza supplì alle spese che la sua modesta condizione non gli permetteva di fare, e la primavera nascente prodigandogli i fiori e i profumi lo aiutò in modo mirabile.

Quella poesia mobile, viva, che si irradia dei cento colori della natura, che cangia nome, forma, espressione secondo che esala dal grembo di una rosa o che mormora col vento o che splende,