Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/188

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180 Parte quarta.


Amarilli non si fece ripetere l’invito; le piacque quell’atto di deferenza al suo gusto. Bruno che era presente, volle accompagnarla. Il povero uomo, ad onta dei tristi pensieri che gli suscitavano quelle nozze, faceva di tutto per sembrare allegro e per prendere una parte almeno serena alla gioia degli altri.

Da molto tempo non era sceso alla Sonna; alla casa di Giovanni poi non vi era mai stato, così la passeggiata aveva per lui un’aria di novità che la freschezza del paesaggio rendeva quasi gioconda.

Muti tutti e due, raccolti nei loro pensieri, giunsero alla casetta dove Checco vagolava come un’anima in pena rassettando ancora e ripulendo in tutti gli angoli.

Nel guardarsi attorno col suo occhio esperimentato di donna e di massaia, Amarilli dovette convenire che Giovanni aveva fatte le cose egregiamente. La camera nuziale, il salottino, la sala grande, i corridoi, il cortile, il piccolo giardino, tutto era nuovo e fragrante, tutto era gentile.

— Editta starà bene qui — disse Bruno.

— Sì, starà proprio bene. Quella sua cameretta rosa-pallido è un vero amore; Giovanni sapeva che il rosa pallido è il colore favorito di Editta. Che cosa non sanno gli amanti?