Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/43

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La famiglia Spiccorlai 35

sull’essere debole e sconosciuto che avrebbe diviso la sua mesta vita; non poteva staccare il pensiero dall’orfana giovinetta e se l’immaginava buona, cara, sensibile.

Rifece, di rimembranza in rimembranza, la storia della sua misera sorella, quando giovane e bellissima, e col sangue degli Spiccorlai nelle vene, indomita, ardente, fiera, sposò la sua sorte a quella di un povero esule.

Amarilli si ricordava le scene violenti che avevano preceduta la scomparsa della sorella, e come dopo nessuno avesse più parlato di lei, quasi non avesse mai esistito. Giovanna era la penultima, la più vicina per età ad Amarilli, e se le loro indoli troppo diverse non le avevano fuse nella dimestichezza che nulla cela, avevano però sempre vissuto di buon accordo in quella famiglia terribile dove l’affetto non scendeva in campo che armato fino ai denti, e dove il sorriso anche il più mite aveva sempre qualche cosa di ironico e di pungente, come se gli Spiccorlai temessero di mostrarsi eccessivamente teneri.

Amarilli pensava a’ begli occhi fulgenti della sorella, alla sua fronte superba, alla voce sonora e imperiosa — le sembrava ancora di udirla quando di contro a tutti i fratelli irritati, ella