Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/94

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86 Parte seconda.


Beato chi può dire, pensando alla sua giovinezza: «Quante innocenti follie ho commesso, quante care stupidaggini!» colui ha conosciuto la vita.

Nella sua avventura Editta non considerava che il lato poetico, cioè non tanto l’avventura in sè stessa, come il romanzetto che vi si aggirava intorno, il mistero, l’ignoto.

Chi era il signor Giovanni? Ecco la gran quistione.

All’indomani, domenica, la giovane istitutrice, che incominciava a prendere per proprio conto delle lezioni di esperienza mondana, balzò dal letto molto tempo prima del solito, e parve che infrangesse in modo assoluto le sue abitudini, perchè la cuoca, vedendola comparire sull’uscio di cucina, diede i segni del massimo stupore.

Margii — la buona bergamasca rispondeva da cinquant’anni al nomignolo di Margii, e l’avrebbero sorpresa molto chiamandola Maria — lasciò in sospeso le sue faccenduole e mosse verso la fanciulla domandandole che cosa poteva servirla.

La fanciulla mise fuori la seconda bugia; disse che si sentiva poco bene, e intanto che Margii le preparava una tazza di caffè, sedette su una di quelle panchine di legno che fiancheg-