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Una giovinezza del secolo XIX 221


mune. Quali a noi secoli ti tramandarono? Che lunga schiera di eroi, di guerrieri, di re, composero la psiche di costei che ha lo sguardo d’aquila e di colomba? Tale era veramente lo sguardo di Margherita quando nella prima floridezza dei vent’anni passava in mezzo alla folla dominandola, Ella aveva un modo speciale di guardare e di salutare in pubblico, per cui ognuno restava convinto di avere avuto individualmente quel saluto e quello sguardo. La sua presenza dava la gioia, e di questa gioia era prodiga uscendo tutti i giorni per le vie più frequentate, esercitando colla sua fine intelligenza, colla sua femminilità sempre vigile, l’arte difficilissima di farsi amare dal popolo. Aveva a tal uopo delle trovate geniali. Comparve una volta al corso estivo sui bastioni portando, invece del cappello, un velo nero alla lombarda, capricciosamente rialzato, coi cinque grossi spilloni d’argento delle contadine brianzole. Fu un ardimento e fu un successo. Ella era d’altronde una di quelle rare donne a cui tutto sta bene; le tinte più arrischiate impallidivano al confronto della sua carnagione di una freschezza meravigliosa. Ma mi accorgo di accumulare anch’io parole su parole e non riesco a far comprendere che cosa sia stata per l’Italia nuova questa regina fanciulla, come