Pagina:Neera - Una passione, Milano, Treves, 1910.djvu/117

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smossa dalle di lei vesti e mentre spariva nell'andito aveva riconosciuto in quelle medesime vesti la stoffa e le tinte singolarissime del lieve tessuto che Ella gli aveva inviato un giorno per consolarlo...

Eppure ciò non sembrava possibile. Così bella? Così bella?

Si trovò alla stazione senza ricordare menomamente la via percorsa, pentito di non essere entrato dal portinaio, di non averla seguita, di non aver gridato il suo nome... Il suo nome? Ma se non lo sapeva neppure!...

Entrò allora come un pazzo nel caffè e si fece dare carta, penna e calamaio.

VIII.

lo stesso giorno, la stessa ora,

quasi le stesse parole.

(Dalla Stazione di Milano)

9 giugno, ore 3.20. Mi dica se era Lei, or ora, in via Palestro, discesa da una carrozza. Viva o in sogno? Una parola, per carità.

Ippolito.

9 giugno, ore 3. Era Lei, un momento fa, sulla mia porta? Lei che ho veduto e che mi vide? Sì o no: subito.

Lilia.