Pagina:Neera - Una passione, Milano, Treves, 1910.djvu/213

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 207 —


— Credi? (il cuore gli batteva più celere).

— Ne sono sicura.

· · · · · · · · · · · · ·

Da quindici giorni si trovavano alla villa senza che venisse loro in mente di uscire. Il giardino, vasto e delizioso nella sua fioritura incolta, bastava alle brevi passeggiate ed alle lunghe soste degli amanti; ma guardando il lago oltre il terrazzo furono ripresi dal desiderio di andare in barca che già li aveva tentati. Una darsena in cattivo stato giaceva alla riva nelle dipendenze della villa, abbandonata e priva di barca. Fecero venire un sandolino e cominciarono a esercitarsi in qualche breve gita, prima col barcaiolo, poi soli.

Benchè volgesse la fine di agosto, il caldo persisteva opprimente. «Se ci fosse luna — dicevano — si anderebbe di sera.» E la luna venne, la meravigliosa luna di agosto, lucente e piena.

La sera in cui apparve, sorgendo infocata dalla crosta dei monti quasi miracolo che per rinnovarsi di volte non muta suo incanto, la loro gioia non ebbe limiti.

Scesero alla riva correndo giù per gli scaglioni vestiti d'erba dove i loro passi risuonavano in una quiete altissima. Slegarono il sandolino e vi presero posto dirigendolo verso Menaggio. Bassa ancora, la luna non illuminava che una parte del lago, lasciando l'altra in una