Pagina:Neera - Una passione, Milano, Treves, 1910.djvu/275

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va! E perchè guariva? Questo voleva sapere: È dunque un inganno l'ora divina che sembra fondere due anime in una sola, e le anime restano disgiunte anche quando le labbra si sono unite nel bacio più fervido? Che vogliono dire allora quei pallori, quei fremiti, quel gelo di morte che sorprende gli amanti nell'estasi dell'amplesso? Perchè l'aveva egli sentita tutta sua, non più persona ma cosa, tutta sua nell'abbandono estremo della volontà, e il trepido cuore sotto la sua mano aveva quasi cessato di battere e l'iride dello sguardo fuggente sotto le palpebre sembrava rinnegare tutti i tesori della terra per lui, per lui, se ora poteva parlargli con tanta serenità della loro prossima dipartita?

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Fu un mattino, appena alzati, dopo di avere spedito un telegramma a Filadelfia, che Lilia gli annunciò l'irrevocabile decreto delle separazione. Ippolito non sapeva, non seppe mai il tenore di quel fatale biglietto portato alla prossima stazione telegrafica dalla mano inconscia del custode; ma da questo fatto e dal contegno risoluto di Lilia e da un intimo personale senso di terrore preannunciante la sventura, egli comprese che la fine era giunta.

Quante lagrime nel lago! Quanti gridi nelle foglie divelte dai rami, turbinanti sulle balze lungo il pendio delle montagne non più ridenti