Pagina:Neera - Una passione, Milano, Treves, 1910.djvu/81

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 75 —

dalla pendola di Paolo e Virginia che aveva tratto tratto questi capricci incomprensibili. — Fanno forse all’amore — pensò Ippolito rivedendo al buio con l’immaginazione le due figurine di bronzo abbracciate sotto la foglia di palma. E rise.

Perchè gli venne in mente improvvisamente il passaggio degli Ebrei attraverso il Mar Rosso? Non vi era alcun nesso logico fra le due idee, e in verità dovette riconoscere che non gl’importava nulla delle avventure degli Ebrei. il coro del Nabucco alla buon’ora, quello aveva una certa ragione di opportunità: «Va’ pensiero sull’ali dorate». Ma perchè dorate?... Cercò di raffigurarsi l’effetto di due ali color di oro. Già. La chioma di Berenice! Che c’entrava adesso la chioma di Berenice? Magnifica, senza dubbio. Portavano capelli finti le antiche dame romane? Forse Cleopatra no. 1,450,000,000? Sarà vero che la popolazione del globo ascende a tanto? Che lunga, lunga, lunga fila di uomini! Quei giornali d’America le sanno tutte. Voglio imparare l’inglese.

— Dalli al gatto!

Questo grido singolare interruppe le divagazioni febbricitanti di Ippolito. Era Rosalba la quale dormendo nella camera attigua sognava di uno de’ suoi nemici famigliari. Ippolito vide anche lei, come già aveva viste le figurine