Pagina:Negri - Orazioni, Treves, Milano, 1918.djvu/104

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98 orazioni


Fusi in lui, nel momento felice, l’ambrosiano di razza e l’apostolo dell’Internazionale.

Dinanzi alla sua bionda figura non vi fu forse chi non pensò ad Alberto di Giussano:

Batte il sol nella chiara onesta faccia, nelle chiome e negli occhi risfavilla, è la sua voce come tuon di maggio.

Sempre tuonò, quella maschia voce che martellava parole di verità, inchiodandole nel cuore di coloro che l’ascoltavano: dove fu una donna o un bambino da proteggere, una qualsiasi vittima da difendere, un’ignominia da smascherare, una viltà da schiaffeggiare, un vizio o un abuso sociale da bollare con ferro e con fuoco.

Eppure sapeva farsi così dolce, e,