Pagina:Negri - Orazioni, Treves, Milano, 1918.djvu/147

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Roberto Sarfatti e i divini fanciulli 141


delle membra snelle. La sua presenza ingenera e sviluppa vibratili ondate di magnetismo animale, e visioni verdazzurre di cieli e di acque. Egli è in contatto diretto e inconsapevole con l’infinito. Oh, che altro non è, se non il mito della giovinezza immortale che passa?... Ognuno che è presente ne ha la sensazione, e adora in silenzio. Ma sente, anche, che quell’adolescente avvolto nel suo umano e divino mistero è stato inviato su questa terra per una testimonianza di sacro splendore.

Quale, non sa. L’avvenire è misterioso come l’adolescente dagli occhi verde-onda. Quale, non sa. Sa che l’ora segnata giunge a suo tempo, e che il cannone romba ancora in lontananza.