Pagina:Negri - Orazioni, Treves, Milano, 1918.djvu/173

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Roberto Sarfatti e i divini fanciulli 167


Tutte le sere, dopo il lavoro e prima del giusto riposo, ciascun uomo e ciascuna donna italiana dovrebbe recitarlo, in umiltà ed in passione.

Per la coscienza, affinchè ricordi: per la fortezza, affinchè perseveri: per la pietà, affinchè fruttifichi.

E con quale appellativo li chiameremo noi, quei fanciulli che nella carneficina senza uguali nella storia portarono in nome della giustizia il loro armato candore di arcangeli?... Li chiameremo noi, semplicemente, eroi?...

Chiunque è eroe che soccomba compiendo il proprio dovere; e di eroi d’ogni arma e d’ogni classe sono ora rosseggianti le patrie. Del cielo, del mare, della terra: del puro coraggio, del puro sacrifizio, della pura carità: noti ed ignoti, e gli oscuri