Pagina:Negri - Orazioni, Treves, Milano, 1918.djvu/74

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68 orazioni


Appoggiato ad uno stipite, conserte le braccia sul petto a comprimere il cuore, curva la testa granitica, il Padre Majno ascoltava: e il dolore per la Creatura morta e la fede nell’Opera viva si scolpivano sul suo viso.

I giorni si sovrapposero ai giorni, nella casa bianca chiusa nel pudore del suo giardino. Ognun d’essi portò con sè il proprio lavoro martellato di fatica, coronato di spine, ma palpitante di germi, come sempre il lavoro compiuto per necessità ideale.

Bimbe insidiate dalle più basse brutalità della miseria e del vizio, già vecchie prima di aver toccato l’adolescenza, trovarono qui, a poco a poco, sè stesse: fecero la divina scoperta della loro anima, quale l’innocenza della natura l’aveva creata.