Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/221

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23 — della forza: l'individuo non si pone più senz'altro come uguale, ma cerca i suoi eguali, — allontana altri da sè. Dall'individua- lismo deriva la organizzazione: le tendenze omogenee com- ponendosi e agendo di conserva come forza; tra questi centri di forza, conflitto, guerra, riconoscimento di forze opposte, accordo, conciliazione, concordato, per lo sciimbio delle prestazioni. Da ultimo un ordinamento gerarchico. Ricapitolazione : 1) — Gli individui si rendono liberi, 2) — essi vengono in lotta, essi si accordano sulla eguaglianza dei diritti («giustizia» come meta); 3) — quando ciò è raggiunto, le diseguaglianze effet- tive della forza si fanno maggiormente sentire (perchè nel com- plesso domina la pace e molte particelle di forza producono già dif- ferenze, mentre prima queste erano quasi uguali a zero). Ora gli individui si organizzano per gruppo; i gruppi tendono al privilegio e al predominio. I.a lotta, in forma attenuata freme, nuovamente. Si vuole l'ibertà, finché non si ha potenza. .Appena la si ottiene, si vuole il predominio; se non lo si conquista (si è ancora tropi)o deboli per esso) si vuole « giustizia », vale a dii-e egu-ale potenza. 459. TI grado di resistenza che deve essere continuamente vinto, per rimanere in allo, è la misura della libertà, sia per indi- vidui, sia per società : libertà cioè posta come potare positivo, come volontà di potenza. La più alla forma di libertà individuale, di so- vranità, crescerebbe quindi, secondo ogni verosimiglianza, non più che cinque passi lontana dal suo contrario, là dove il pericolo della schiavitù pende come cento spade di Damocle sull'esistenza. Si scorra a traverso la storia tenendo questo in vista; i tempi nei quali r« in- dividuo » giunge a quella perfezione, ossia diventa libero, nei quale è raggiunto il tipo classico dell' uomo sovrano : o no ! questi non furono mai tempi umanitari! Non si deve aver scelta: o in alto, o in basso, come un verme, dileggiato, calpestato, annientato- Si devono avere tiranni innanzi a sè, per diventare tiranno, ossia libero. Non è un piccolo vantaggio l'avere cento spade di Damocle sopra di sè: così s'impara a danzare, cosi si giunge alla « libertà di movimento ». -460. La nostra nuova « libertà ». — Quale sentimento di libertà è — 2