Pagina:Nobile - Difesa della metafisica kantiana, 1936.djvu/9

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difesa della metafisica kantiana etc. 9

neral fondo (però ampliato, sistemato, universalizzato, obbiettivato ecc.) della tavola delle categorie kantiane, e però della Logica trascendentale kantiana. Quelle due prime parti della Logica hegeliana sono più specialmente, sotto il titolo di Logica obbiettiva, il lato metafisico della Logica di Hegel, quando la terza parte (nella quale riappariscono il concetto e la idea della Logica trascendentale kantiana, ed anche l’obbietto, da questa pur ricorrente come quello cui si riferiscono i concetti o le categorie della predetta tavola) riproduce la Logica formale, ma obbiettivandola (da subbiettiva che era) ed incorporandola alla Metafisica.

Questo punto è assai degno di una lunga considerazione e trattazione: ma a voi, che conoscete stupendamente Kant ed Hegel, non solo è sufficiente ma forse già troppo per additare, da una parte che in Kant vi è un principio di nuova logica, nel senso di una Logica metafisica, e che perciò, pur deviando dall'antecedente modo di Trattare il problema metafisico, il Kant inconsciamente indizia anche di questo un modo nuovo di trattazione; dell’altra, che la Critica della Ragion Pura è vera e reale antecedenza ed anticipazione della Logica hegeliana.

Io mi fermo qui, parendomi esser questo il sostanziale delle osservazioni, che voleva fare, da voi richiesto, intorno al vostro scritto.

In conclusione ed in poche parole il mio parere è questo: scritto eccellente per maniera seria e speculativa di considerare l’argomento; analisi e critica non meno eccellente delle scienze particolari ed empiriche, della teologia positiva e della gnoseologia kantiana, che sono i punti presi più di mira nello scritto: ma, d’altra parte, oltre a questo punto secondario da me rilevato o come omesso o come non de tutto giusto, non è fatta o non par fatta la debita distinzione della Filosofia e della Metafisica, le quali sono l’obbietto principale del lavoro.

Mio buono e tanto stimabile Maturi, questa lettera vi giunge più tardi di quello che io stesso avrei voluto. Essa fu cominciata fin dal primo giorno dell’anno, ma, vedendo che in quel giorno non poteva esser condotta a termine, vi mandai un dispaccio, tanto più che mi pareva che voi in quel giorno vi aspettaste, e giustamente da me, o la lettera o almeno una parola di saluto e di augurio. Dopo quel giorno, per faccende che si sono frammesse, il resto della lettera è stato scritto in due o tre riprese. lo mi aspetto di voi, all'occorrenza dalle controsservazioni, le quali potranno dar luogo ad altre osservazioni o forse anche ad una modificazione del mio parere.