Pagina:Nodier - Racconti Fantastici, 1890.djvu/87

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


SMARRA. i 87 lano con collera parlano di Liside, di una bella casuccia sulla riva delle acque, e d’un sogno che ho fatto sur una terra lontana... esse ingrandiscono, mi minacolano, gri¬ dano... « Di qual nuovo rimprovero vuoi tu tormenta mi, cuore ingrato e geloso ? Ah! so bene che tu gioisci del mio dolore, e non cerchi che di scusare qualche infedeltà o di coprire con un pre¬ testo bizzarro una rottura già preparata... Io non ti par¬ lerò più... » OvéTeia,dov’è Mirteo,dove sono le arpe della Tessaglia? Liside, Liside, se non mi sono ingannato ascoltando la tua voce, la tua dolcissima voce, tu devi essere qui, a me vicino... tu sola puoi liberarmi dai prestigi e dalle ven¬ dette di Meroe... Liberami di Teia, di Mirteo, e anche di Telairal... « Sei tu, crudele, che porti troppo lontano la vendetta e che vuoi punirmi d'aver danzato troppo tempo con un altro al ballo dell'isola Della, ma s’egli avesse osato par¬ larmi d’amore, se m’avesse parlato d’amore,.. » Per S. Carlo d'Arona, che Dio ve ne preservi per sempre ! Sarebbe proprio vero, mia Liside, che noi siamo ritornati dall'isola Della al dolce rumore della tua chitarra, fino alla nostra bella casa d’Arona, — di Larissa, di Tessaglia, al dolce rumore della tua arpa e delle acque del Peneo?... « Lascia la Tessaglia, Lorenzo, svegliati... guarda i raggi del sole nascente percuotere la testa colossale di S. Carlo. Ascolta il rumore del lago, che viene a morire sul greto al piede della nostra bella casa d’Arona. Respira lo au- rette del mattino, che portano sulle loro ali freschissimo tutti i profumi dei giardini e delle isole, tutti i mormorii del giorno nascente. Il Peneo scorre ben lungi di qui. » Tu non comprenderai mai ciò che ho sofferto ' questa notte sulle sue rive. Che questo fiume sia maledetto dalla natura, o maledelta anche la funesta malattia che ha travaglialo il mio animo per ore e ore lunghe più della vita, nelle scene di false delizie e di crudeli terrori! essa ha impresso su’ miei capelli il peso di dieci anni di vec¬ chiaia! « Ti giuro che non hanno imbiancato... ma un’altra volta, più attenta, unirò una dello mie mani nella tua, scorrerò l’altra nelle anella de’ tuoi capelli, respirerò tutta la notte il soffio delle tue labbra e mi difenderò da un sonno profondo per poterti sempre risvegliare, prima che il male che li tormenta sia pervenuto al tuo cuore. ....Dormi tu?