Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/160

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stri. E qui ancora principiarono i Napolitani a mutar costumi.

    erano privilegiate dalle gravezze doganali, e sottoposte al solo dazio del fondaco. Gli Svevi apersero nuovi porti al commercio, ed è da notarsi nel regno di Federigo ch’egli diè giuramento in Messina di osservare il famoso libro dello Consolato del mare, che conteneva gran numero di decisioni sulle controversie commerciali, compilazione della quale l’Italia e la Catalogna si hanno disputato la gloria.
       La prosperità del commercio e della industria non crebbe sotto ì primi Angioini, ma si volse in rovina manifesta sotto i Durazzeschi. Le navi de’ primi Angioini corsero i mari; ne sono pruove le armate spedite in Africa contro il Re di Tunisi e la Sicilia, che si difendeva per il nostro Ruggiero di Loria, che non ebbe nel secolo XIII fra capitani di flotte nè maggiori nè eguali, per racquistare il dominio di quell’isola rapito dal vespro siciliano alla potenza Angioina; ma quelle armate cominciarono ad essere piaga anzichè forza dello Stato. Venuto Carlo I co’ suoi Francesi, aveva fatto sentire tutto il peso della conquista, con la gravezza delle imposte. Le spese della guerra esterna, quelle de’ baroni avversi a’ nuovi Signori rendevano indispensabile di aggravare la mano sul popolo. Fatti accorti e timorosi dalle vicende del vespro, pensaron di poi più volte ad alleviare le gravezze. Forse non troviamo leggi più che le Angioine, le quali mostrino un desiderio intenso del pubblico bene; ma quelle leggi erano infeconde perchè mancava la forza per farle eseguire. Il Principe dì Salerno pubblicò leggi confortatrici nel 1283, e poi nel 1289 dopo essere asceso al trono; ma nè le une, nè le altre vennero osservate. Superbi de’ titoli di vicarî apostolici, di senatori romani, agognando all’Impero d’Italia, non ebbero campo, o non seppero gli Angioini governare il loro regno. La città di Napoli, benchè fosse stata trascelta sede del governo, ed avesse dagli Angioini università, chiese, edifici e monumenti di arte, non può ricordare con tenerezza il nome di essi per quello che riguarda le faccende del commercio. Ne’ primi tempi di Carlo ebbe brevi impulsi, si strinse in commercio con la Francia, fece parte con la lega anseatica: ma i turbamenti che l’agitarono in seguito fecero a poco a poco sparire