Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/20

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cresciuto con le nuove ampliazioni: delle quali la prima

    «Con buono augurio e prospera fortuna de’ Palepolitani e del popolo Romano io ho deliberato di darvi le mura della città. Se si dovrà egli poi dire, che io con questa opera abbia tradito o conservato la mia patria, tutto sarà riposto nella fede vostra». Soggiungendo che quanto a sè non voleva fare alcun patto o domandare alcuna cosa privatamente, ma si bene che quanto alla repubblica chiedeva e pregava (se l’impresa gli riuscisse) che il popolo Romano pensasse con quanto studio e pericolo quella città fosse ritornata alla sua amicizia, piuttosto che con quanta stoltizia e temerità ella se ne fosse partita.    Essendo stato lodato dal capitano, ebbe da lui tremila fanti per occupare quella parte della città ove alloggiavano i Sanniti, dicendogli che poichè tutto l’esercito Romano si trovava d’intorno a Palepoli, ovvero nel Sannio, lo lasciasse andare con l’armata d’intorno al territorio Romano; che saccheggerebbe non solamente la riviera e le maremme, ma anche i luoghi presso Roma; e aggiunse che, per meglio ingannare il nemico, bisognava notte tempo e subitamente mettere in mare tutte le navi. La qual cosa perchè si fosse fornita il più prestamente, tutte la gioventù de’ Sanniti fu mandata al lido, fuorchè la guardia necessaria della città Dove, mentre che Ninfio astutamente consumava il tempo in pruove e cresceva gli impacci della turba che saliva le navi, Carilao, secondo l’ordine dato, messo dentro da’compagni, poscia che ebbe pieno di soldati Romani le parti di sopra della città, comandò che si levasse un grido. Al quale i nostri Greci essendo stati informati da’principi, si stettero cheti; i Nolani si fuggirono dalla porta opposta per la via che mena a Nola; ed ai Sanniti chiusi dalla città, siccome per allora la fuga fu più commoda e spedita, così parve più vituperevole e vergognosa poi che furono fuori pericolo, come que’che disarmati, avendo ogni lor cosa lasciato a’nemici, scherniti non solamente da’ forestieri, ma da’ loro medesimi, spogliati e poveri si tornarono a casa. Datasi così la vecchia città a’Romani, Napoli ancora pensò di rendersi, stringendo un patto d’alleanza, il quale costituì poi i diritti internazionali di Palepoli pure, come si trae da Livio che accennando a quello diceva: Eo enim summa rei Qraecorum venit, intendendo per Greci quei di Palepoli insie-