Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/217

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sorte ne capano quattro, i quali col Secretario ricevono i voti.

    bero in mano sì costui, che il segretario ed i figli. Furono condannati a morte, e dopo sei mesi decapitati su un alto palco dentro le mura di Castelnuovo al cospetto del popolo, che a capo nudo e in ginocchio si pose a contemplare specialmente lo spettacolo del temuto vecchio Petrucci.
       Prese Alfonso II il regal reggimento nel 1494, e senza l’ingegno e l’animosa indole del padre, per vendicarsi de’ ribelli Baroni non si curò del decadimento della monarchia, la quale, alimentandosi delle imposizioni e delle gravezze de’ popoli, si affievoliva nella comune miseria. Preso di spavento alla vicinanza di Carlo VIII, unico successore delle ragioni Angioine al trono di Napoli, rinunziò la corona a Ferdinando suo figlio, fuggendosi a compier la vita in Messina tra i monaci Olivetani. Ma Ferdinando II aveva sortito diversa natura dal padre, coraggioso e sollecito. del pubblico bene, quando conobbe che con tutte le armi raccolte non bastava all’impeto de’ Francesi, che già superavano le frontiere del reame, sciolse i sudditi da’ lor giuramenti, a fine di risparmiare i mali di una guerra civile, o dell’ira del vincitore, ritirandosi nell’isola d’Ischia. Carlo non fu lasciato lungo tempo dominatore di Napoli, dove entrò in pomposo trionfo. Ferdinando il Cattolico, Re di Spagna, mosse Gonsalvo di Cordova in soccorso del Principe Aragonese, il quale con quelle armi trovò facil modo di ritornare sul trono. Ma dopo pochi mesi uscì acerbamente di vita, lasciando al 1496 la corona a Federigo suo zio, figliuolo che fu secondo di Ferrante I.
       Federigo, Principe ornato dì regie virtù e caro alle muse, fu in Napoli con allegrezza di ciascuno gridato Re, e benedetto da Papa Alessandro VI. Avrebbe egli voluto ritornare la pace ne’ suoi dominii, ma le lunghe discordie tra i Principi di Europa, le non mai cessate contese tra i Reali dì Napoli, e con la Santa Sede, le guerre intestine, e le ribellioni per le gravezze generali, avevan renduto nullo d’ogni forza il reame. Perciò disperando d’ogni soccorso, e quasi dalla sua povertà rispettato, vide tra’ Re di Spagna e di Francia disputarsi la sua corona, e come le terre pugliesi fossero partite tra’ due contendenti, e quali contrasti provvenissero