Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/293

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Il nostro Santo Vescovo Aspreno, con la prima cristiana Candida edificarono un Oratorio, dedicato alla Vergi-

    turno. Qui opportunamente osserva il nostro Tutini che, quantunque sia più generico il nome di Piazza che di Seggio, pure il Seggio alla Piazza si considera come specie ai genere; onde si può dire: è Seggio, dunque è Piazza, perchè è parte di essa, dove convengono i Nobili che vi dimorano. Ma non vale il dire: è Piazza, dunque è Seggio, perchè nella Piazza possono essere compresi tanto i Nobili che sono fuori del Seggio, quanto i cittadini che abitano in quella piazza.
       Si dissero eziandio Portici, da’ nostri Pontano e Giordano descritti, e che in ogni quadrivio della città si trovavano, dove i nobili complateari si univano per passeggiare, ed anche per trattar pubbliche cose. (Pont. de magnif. c. II — Iordan de portic. hist. neap. M. S.)
       Furon da ultimo chiamati Seggi, cioè luogo dove sedevano i nobili, a guisa de’ Seggi che in Roma eran fabbricati nella Corte del Pretore, e che esclusivamente a’ nobili erano riserbati: In quibus sedebant nobiles tantum. Ritornando al nostro proposito, e mettendo da banda gli altri vocaboli, ci aiierremo a quello di Seggio, come antichissimo non solo, ma convalidato da infiniti documenti incontrastabili e preziosi.
       Abolita la democrazia da Ruggiero, e da lui stabilita la monarchia, dovettero necessariamente mutarsi gli antichi sistemi ed al nuovo governo accomodarsi. Vediamo perciò circa quest’epoca (1130) stabilirsi il positivo Ordine de Nobili distinto dal popolo; ed osserviamo nella separazione delle due parti quelle altre graduazioni e distinzioni che da popolari al monarchico regime sottoposti sogliono immaginarsi. A tale effetto troviamo in accurati scrittori che dal decimo secolo in avanti furono introdotti in Napoli i cognomi delle famiglie nobili per distinguersi dall’ordine equestre, per diversificar le prosapie ad imitazione del quale ne’ tempi medesimi, e posteriormente ancora, que’ del popolo si uniformarono.
       Non v’è chi non sappia le due diverse maniere da’ Greci e dai Romani tenute nel nominarsi i cittadini. Perciocchè come rilevasi dalle iscrizioni, e come abbiamo dai ch. Muratori e Mabillonio,