Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/321

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re e Polluce che adoravano: essendo che questi erano

    vea la somma delle virtù, eran fatte palesi le discordie nate nel suo gregge, le quali ei componeva da pastore pieno di carità e di zelo; a lui spettava la parola dell’ammonizione e del rimprovero contro i cedevoli al mal costume ed alle seduzioni dell’eresie; ei comminava agli ostinati amorosi castighi, i quali giungevano fino all’espellerli dalla Chiesa quando mostravansi indegni di appartenervi. Anche ne’ privati negozï era dapprima interrogato il Vescovo, i cui giudizi, benchè non fossero in tali faccende coattivi, pur tutta volta producevano quasi sempre i desiderati effetti della pace, senza bisogno di ricorso a’ giudici pagani, di che sarebbe tornato a’ Cristiani grandissimo scorno. La sola norma e la legge sola onde era governata la Chiesa consisteva nella tradizione, e nella Scrittura, essendo più tardi seguiti i concilii ed i sinodi, ne’ quali furon dettati parziali regolamenti ecclesiastici, oltre quelli ch’erano stati tramandati dagli Apostoli.
       Nella vedovanza della Chiesa riunivansì due o più Vescovi dei paesi circostanti per eleggere il novello Pastore tra le persone che il popolo proponeva ed acclamava: la consacrazione di esso, con l’approvazione del Pontefice, seguiva all’elezione, e facevasi dagli stessi elettori. Un giusto numero di preti e di diaconi componeva il clero addetto a ministrare i divini uffizi, il quale formava pure il senato del Vescovo, quando egli doveva deliberare in affari pertinenti al reggimento della Chiesa; ed il Vescovo ed il clero traevan decente mantenimento dalle volontarie profferte delle primizie de’ fedeli, le quali venivano conservate ed amministrate da’ diaconi, dai cui partivasi il dippìù a’ poverelli ed agli infermi.
       Greca fu la liturgia, e greco il rito ne’ primi otto secoli della Chiesa; nel nono cominciò il latino a fiorire, finchè nel decimoquarto al greco interamente prevalse; appena nel decimosesto qualche residuo di grecismo si ravvisava.
       Giuseppe Luigi Assemani lo attesta, sull’autorità del nostro chiarissimo Alessio Simmaco Mazzocchi, in questi sensi: «Neapolitanae Ecclesiae Ritus per octo priora secula ad Graecanicam Ecclesiam generatim et universe accomodatus erat. IX vero seculo Latinus eminere, ac praestare coepit. Seculo XIV Latinus universe vicit. Postremo seculo XVI Graecismus et si omnino extinctus fuit,

     Celano — Vol. I. 41