Pagina:Notizie sulla vita del conte Pietro Verri.djvu/43

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di Milano. Fino a lui non si avevano che dei Cronisti più o meno ignoranti, rare volte esatti, e

    presto si estinsero, e si mutarono in rancore ed astio, per essersi il Frisi posto tra i molti che con poca generosità mal dicevano di quel troppo famoso Istituto allora soccombente; e trascese poi fino a render pubblico il concetto spregevole in cui lo teneva nell’Elogio del Cavalieri, la prima edizione del quale è del 1778. È noto che gli antichi Gesuiti furono tra loro stretti da vincoli così intimi e tenaci, di essersi con verità meritata la denominazione di Franchi-Muratori della milizia ecclesiastica, ed è noto del pari ch’essi aveano preso quasi per abito di non soffrire alcuna mortificazione nel loro amor proprio. Era quindi naturale che i due Astronomi ex-gesuiti, e il loro accolito terzo Astronomo, che aveasi fatto proposito, come dice il professor Gabba (Elogio, pag. 43), di rendersi accetto a’ suoi superiori, attivissimo e zelante nell’appagarli in tutto, onde guadagnarsi la loro benevolenza, si siano stretti in più forte lega e abbiano fatto causa comune (pag. 45). Ma questa lega e gli effetti di essa datano da più lontana epoca, che non è indicata dal lodatore, come consta dalle premesse e da ciò che segue. Cominciarono quelli dallo stabilire di non nominare il matematico Frisi nelle loro Effemeridi, benchè facessero menzione d’altri matematici anche di minor conto, e morti e viventi; e così fecero costantemente per più anni. Poscia, presa occasione di parlare del famoso problema della precessione degli Equinozj, intorno al quale era celebre la spiegazione data dal D’Alembert, sentenziò l’Oriani nelle Effemeridi stampate nel 1780 per l’anno seguente, che questi nihil in hoc negotio posteris faciendum reliquit; benchè il problema stesso avesse posteriormente esercitato, non senza lode, gl’ingegni di Eulero, di Lagrange e di Frisi, il qual ultimo avea riportato perciò il premio della medaglia d’oro dalla Reale Accademia di Berlino. Il Frisi, che avea mostrato di quasi non accorgersi della sistematica preterizione del proprio nome, fece giungere all’Oriani le sue doglianze per la troppo assoluta sentenza; e Barnaba