Pagina:Novella di Dioneo e Lisetta.djvu/17

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avveduto giovane era, troppo bene comprese lei aver dette quelle parole, acciocché egli sapesse dove potesse andare a vederla, e parvegli un atto tanto ingegnoso e cortese, che seco diliberò di porre ogni opera e sollecitudine per, acquistare la grazia di costei: estimando beato potersi chiamare, se la fortuna gliela concedesse. Perché la mattina seguente levatosi, alla chiesa della Carità se n’andò, quivi attendendo che Lisetta venisse: la qual venuta, e Dioneo veduto, quanto potè s’ingegnò di dimostrargli che di lui le calesse: onde egli cominciò a riputarsi un felice e avventuroso amante, seco stesso ringraziando Iddio, che la vita e anima sua avesse posta nelle mani dì così gentile e valorosa donna; e da quel dì innanzi, lasciate tutte le compagnie e gli studii delle lettere, a’ quali avanti questo accidente dato si era, e ogni altra cura da parte posta, l’animo tutto rivolse a costei con tanto fervore e sollecitudine, che impossibile sarebbe a raccontarlo; e appresso ogni opera ponendo per piacerle. Continovando adunque Dioneo lo andare a veder Lisetta, e tion accorgendosi dell’amoroso veleno che egli cogli occhi beveva, anzi ogni giorno più dell’amor di lei accendendosi, non