Pagina:Novella di Marabottino Manetti.djvu/18

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12 novella

ni addosso, e sarà ancora stasera se voi vorrete. El prete che mille anni li pareva di riavere el suo cavallo e le sue cose, disse: quanto più presto meglio, purchè noi giugniamo questo traditore. Poichè voi volete ch’elli sia stasera, disse Tommaso, e stasera sia. Io ò pensato uno bello modo: da poi che pare che tutte le sciagure ci siano contro, che l’uom non possi stare desto quando questo ribaldo ci viene, io ordinerò ch’egli venghi stanotte a portarvene. Domine faccia che anche quando egli vene porterà, voi non vi destiate, et perchè egli non vi portassi in luogo che vi putissi, io ho pensato ch’elli sarà meglio ch’io ci dorma stanotte qui in questa camera dal lato insieme col vostro cherico, e lasciate l’uscio della camera aperto e il lume accieso acciò noi vi possiamo soccorrere quand’egli ve ne vorrà portare; et non vi date pensiero ch’io li leverò tutta la forza con incanti che egli non vi potrà nuocere d’altro che del volere portarvene. A messer lo prete ogni cosa piaceva, e a tutto s’accordava, salvochè nolli pareva giuoco che ’l cherico dormissi con altri che con lui, perchè non si tenea molto sicuro quando non se lo sentiva al lato la notte. Il perchè disse: deh Tommaso mio, se si può adattare che ’l cherico dorma meco io te ne priego che tu ’l faccia; imperò ch’io mi sento