Pagina:Nuova edizione aumentata e riveduta dell'unico metodo accelerato razionale per imparare a parlare, leggere e scrivere la lingua tedesca.djvu/9

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PREFAZIONE





Multum in parvo.


Nel presentare al pubblico questo libro, devo dichiarare che non senza gravi difficoltà sono arrivato a raccogliere in piccola mole tutti gli elementi necessari per mettere in grado chiunque di avviarsi da solo ad apprendere la lingua tedesca, sia parlata, sia scritta, senza bisogno di alcuna grammatica. Uno dei maggiori ostacoli, che spesso dissuade lo studioso dall’apprendere le lingue, si è quello dello studio della grammatica, il quale, oltre ad essere lungo ed alquanto noioso, mette l’allievo in grado soltanto di comprendere discretamente la lingua, senza però saperla parlare. Così moltissimi credono che sia impossibile parlare o scrivere una lingua, senza saperne prima a memoria tutte le regole grammaticali. Ma questa idea è smentita dal fatto che pure il bambino, prima ancora di saper leggere e scrivere, sa benissimo intendere e farsi intendere nella lingua materna ed anche in altra lingua che non sia la propria, qualora abbia la ventura di trovarsi in un paese straniero. Così pure gli emigranti che si recano all’estero in cerca di lavoro, se ne ritornano talora, dopo breve tempo, parlando correntemente la lingua della nazione dove hanno soggiornato.

Quando un giovane abbia un maestro che lo incammini e lo addestri nel parlare, ogni difficoltà sparisce e lo studioso intelligente s’accorgerà ben presto da sè di aver fatti grandi passi in una lingua nuova, e di apprenderne man mano tutte le regole senza sforzo alcuno di memoria, ma solo coll’esercizio della conversazione. E perciò che io pubblico questo libro, perchè faccia da maestro a quelle persone di qualunque età che desiderassero imparare da sè la lingua tedesca.

La difficoltà maggiore che s’incontra nello studio di tale lingua è quella della costruzione, la cui differenza è molto accentuata in confronto di quella italiana.

Nel presente libro tale difficoltà è vinta, avendo io messe, sotto la dizione tedesca, due traduzioni italiane, l’una letterale, libera l’altra.