Pagina:Occhi e nasi.djvu/192

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Un segno particolare: gli scolari d’una volta portavano il berrettino da ragazzo fino a diciassette o diciott’anni compìti. Quanta differenza fra allora ed oggi! Oggi, per un fenomeno patologico, si vede il cappello da uomo che spunta nei ragazzi prestissimo, anche prima della testa!

Del resto, gli alunni degli Scolopi o delle scuole Pie si dividevano, a loro volta, in due classi: quelli che avevano ingegno e studiavano bene, finita la Rettorica e la Filosofia, andavano all’Università, o si davano a qualche professione indipendente e geniale: gli altri poi, che si erano mostrati sbuccioni o un po’ bazzotti di cervello, purchè avessero i certificati comprovanti questa loro doppia incapacità, acquistavano il diritto a diventare impiegati dello Stato.

Quanto ai Bellartini, o studenti dell’Accademia, erano una nidiata di poveri illusi, che pigliavano per moneta contante la vecchia superstizione, che Firenze fosse la cuccagna delle arti belle.

Invece le arti belle, a Firenze, ci campavano appena a dozzina: e se un mese s’ingegnavano di pagare il padrone di casa, il mese dopo, bisognava che lasciassero indietro il trattore e la stiratora. E la storia non si stinge!

I Bellartini e gli alunni degli Scolopi ci sono anch’oggi, come una volta: ma il vero Spedalino non esiste più: è un tipo sparito.

Il vero Spedalino (per il solito un originale un po’ manesco, un po’ prepotente, un po’ accademico nel modo di vestire e di camminare) faceva i suoi primi diciotto anni di pratiche, gi-