Pagina:Occhi e nasi.djvu/93

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Al primo frizzo che scappa fuori, sia pure una freddura da svegliare il singhiozzo, la madre, povera donna! comincia a ridere, il babbo si sveglia e, pover’uomo! ride anche lui; e siccome il riso è contagioso, così, dopo il segnale dato dai genitori, ridono le sorelle, ridono i fratellini, ride la serva, ride il cane, ridono i canarini, ridono i mobili, tutta la stanza ride.

Finita la lettura, il padre abbraccia teneramente il figlio, e asciugandosi gli occhi, gli dice:

— Mi sono divertito, come se fossi stato allo Stenterello! Quando la fai rappresentare?

— Presto: ma non consegno il copione, se non me lo pagano almeno duemila lire!

— Saranno un po’ troppe!

— Troppe? Se ci sono dei capicomici che hanno pagate mille e duemila lire perfino le commedie del Ferrari, del Marenco e del Cossa!... Non toccherebbe a me a dirlo: ma il Ferrari, una commedia come la mia, non se l’è mai sognata! —


*


Il giorno dipoi, il nostro autore novellino, col suo bravo copione in tasca, va a casa di un amico intimo e nel quale ha pienissima fiducia.

— Sai la notizia? Ho scritto una commedia!

— Bravo!

— Ma prima di darla sul teatro, voglio fartela sentire. —

L’amico impallidisce, e, facendo boccuccia, risponde: