Pagina:Oddi - Fabrica et uso del compasso polimetro, Milano 1633.djvu/23

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compasso polimetro. 13


da contrasegnarsi con cosa, che lo faccia riconoscere per termine del quadrato.

Per il cerchio, sia di quelle parti, che la G, n’è undici, la K quattordici, e frà le G, e K, la L media proportionale; Questa sarà il diametro d’un cerchio uguale (cioè prossimo) al quadrato G, e in conseguenza al triangolo CDE. Perche come la linea G alla linea K, cioè come undici à[cor. alla 20. del sesto] quattordici, così il quadrato G, al quadrato L: mà il cerchio del quale L è diametro, al medesimo quadrato L hà l’istessa proportione; dunque[3. d’Archim. de dim. cir.] il quadrato G, e il cerchio L faranno frà loro uguali; si che fatta alla L, uguale dal punto A,[9. del quinto.] la AM, si notarà il punto M, ò con un cerchietto, ò con altra cosa che lo significhi.

Per il pentagono, descrivasene uno equilatero[9. del quarto.], e equiangolo di qual si voglia grandezza, e dal punto I in mezzo di esso a i termini d’uno de suoi lati NO, siano tirate le linee rette IN, IO, e la IP perpendicolare alla NO, sarà il triangolo INO la quinta parte del detto pentagono. Dividasi parimente un lato CD del sopradetto triangolo equilatero in cinque parti uguali, una delle quali sia QR, sarà congiunto il punto E coi punti QR, anche il triangolo EQR, la[Prima del sesto.] quinta parte di tutto il trinagolo CDE. Hor facciasi, che la proportione che hà la perpendicolare[12. del sesto.] IP, al lato NO, habbia la perpendicolare EF ad’un’altra S, e frà le due QR, e S sia media proportionale la T: questa dico essere il[13. del sesto.] la-