Pagina:Odissea (Pindemonte).djvu/197

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
182 odissea

Sosteneano architrave, e anello d’oro
Le porte ornava; d’ambo i lati a cui120
Stavan d’argento, e d’òr vigili cani,
Fattura di Vulcan, che in lor ripose
Viscere dotte, e da vecchiezza immuni
Temperolli, e da morte, onde guardato
Fosse d’Alcinoo il glorïoso albergo.125
E quanto si stendean le due pareti,
Eranvi sedie quinci e quindi affisse
Con fini pepli sovrapposti, lunga
Delle donne di Scheria opra solerte.
Qui de’ Feaci s’assideano i primi,130
La mano ai cibi, ed ai licor porgendo,
Che lor metteansi ciascun giorno avante:
E la notte garzoni in oro sculti
Su piedistalli a grande arte construtti
Spargean lume con faci in su le mense.135
Cinquanta il Re servono ancelle: l’une
Sotto pietra ritonda il biondo grano
Frangono; e l’altre o tesson panni, o fusi
Con la rapida man rotano assise,
Movendosi ad ognor, quali agitate140
Dal vento foglie di sublime pioppo.
Splendono i drappi a maraviglia intesti,
Come se un olio d’òr su vi scorresse.