Pagina:Odissea (Pindemonte).djvu/519

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138 odissea

Standogli presso, Ospite padre, disse,
Te la saggia Penelope, la madre670
Di Telemaco, vuole: il cor la spinge
D’Ulisse a ricercar, benchè sol dato
Le abbian sin qui le sue ricerche duolo.
Quando verace ti conosca, i cenci
Ti cangerà di botto in vesti belle.675
Cibo non mancherà chi ti largisca,
Se tu l’andrai per la città chiedendo.
     Euméo, rispose il pazïente Ulisse,
Alla figlia d’Icario, alla prudente
Penelope, da me nulla del vero680
Si celerà. So le vicende appieno
D’Ulisse, con cui sorte io m’ebbi eguale:
Ma la turba difficile de’ Proci,
Di cui del ciel sino alla ferrea volta
Monta l’audace tracotanza, io temo.685
Pur testè, mentr’io gïa lungo la sala,
Nulla oprando di mal, percosso io fui;
E non prevenne il doloroso insulto
Telemaco, non che altri. Il Sol cadente
Ad aspettar nelle sue stanze adunque690
Tu la conforta. Mi domandi allora
Del ritorno d’Ulisse innanzi al foco:
Poichè il vestito mio mal mi difende.