Pagina:Ojetti - Mio figlio ferroviere.djvu/243

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più intelligente: o, almeno, più cortese. Rifiutai, s’intende, anche l’offerta di Nestore; ma gli offrii il cavallo per andare alla stazione. — Se sai di altri buoni oliveti in vendita, avvertirmi. — Solo oliveti? — Solo oliveti. Poi ti dirò perchè. — Ma siete proprio sicuri di riuscire? — Sicurissimi. — Non dico solo nelle elezioni. — Capisco: parli degli oliveti. Certezza matematica in tutte e due le faccende. Io credo che la forza dei socialisti e comunisti è la loro certezza in tutto. Questo almeno l’hanno imparato dalla Chiesa. Non dubitano mai. Affermano sempre. La fede è cieca: proprio la fede che muove la Montagna. Noi borghesi, sì e no, no e sì, forse, chi sa, ricordiamo, ponderiamo, confrontiamo, speriamo, ascoltiamo.... Alla fine si resta nudi. Mi ricordavo lo spavento che agl’inizii della mia carriera di medico mi coglieva ad ogni scampanellata. Un nuovo malato.... Capirò il male che ha? Lo guarirò? Mi sbaglierò? Lo ucciderò? E quando m’accostavo all’infermo, avevo più paura io di lui che lui di me. Nestore invece e i suoi compagni, pur d’avere ragione, lo avrebbero ucciso o almeno lasciato morire, sereni. Il fatto si è che alle elezioni vinsero i rossi e fu eletto sindaco l’avvocato Pascone comunista e, per mettere a balia la società futura, Matteo Schiantelli, il mio Matteo, fu nominato assessore