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L'AJA. 157

del mercato dei pesci, mantenuti a spese del municipio come gli orsi di Berna e le aquile di Ginevra.

Il più bell'ornamento dell’Aja è il suo bosco; una vera meraviglia dell’Olanda e uno dei più magnifici passeggi del mondo.

È un bosco d’ontani, di querele e dei più grandi faggi che si vedano in Europa, del circuito di più d’una lega francese, posto ad oriente della città, a pochi passi dalle ultime case; una vera oasi deliziosa in mezzo alla malinconica pianura olandese. Appena vi s’è entrati, appena si sono oltrepassati i padiglioni, le casette svizzere, i chioschi sparsi in mezzo ai primi alberi, par di essersi smarriti in una foresta sterminata e solitaria. Gli alberi sono fitti come un canneto, i viali si perdon nel buio; ci son laghi, canali quasi nascosti dalla verzura delle sponde; ponti rustici, crocicchi di sentieri abbandonati, recessi chiusi, oscurità profonde e fresche in cui par di respirare l’aria d’una natura vergine e d’essere infinitamente lontani dai rumori del mondo.

Questo bosco, che come quello della città di Haarlem, si vuol che sia un resto d’un’immensa foresta che copriva anticamente quasi tutta la costa dell’Olanda, è rispettato dagli Olandesi come un monumento della loro storia nazionale. Nella storia d’Olanda, in fatti, si trovano moltissimi atti che gli si riferiscono, e che provano che in ogni tempo si ebbe una cura gelosa della sua conservazione. Gli stessi generali spagnuoli rispettando questa specie