Pagina:Olanda.djvu/202

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190 L'AJA.

dell’aringa parte i primi mesi di giugno, accompagnata da una corvetta a vapore, e si dirige verso la costa della Scozia. Le prime aringhe pescate, sono subito mandate in Olanda, e portate in un carro imbandierato al Re, che contraccambia il regalo con cinquecento fiorini. Quei battelli fanno pure la pesca d’altri pesci, che sono in parte venduti all’incanto sulla riva del mare, e in parte lasciati ai pescatori di Scheveningen che li mandano per mezzo delle loro donne al mercato dell’Aja.

Scheveningen, come tutti gli altri villaggi della costa, Katwijk, Wlardingen, Maassluis, è un villaggio decaduto dall’antico stato di floridezza in conseguenza del decadimento della pesca dell’aringa, cagionato, come tutti sanno, dalla concorrenza dell’Inghilterra e dalle guerre disastrose. Ma la miseria, invece d’infiacchire, rinvigorì il carattere di quel piccolo popolo, che è fuor di dubbio il più originale e il più poetico dell’Olanda. Gli abitanti di Scheveningen formano per aspetto, per indole e per costumi quasi una famiglia straniera al proprio paese. Sono a due miglia da una grande città e conservano l’impronta d’un popolo primitivo, che sia sempre vissuto nella solitudine. Quali erano secoli addietro, tali sono oggi. Nessuno abbandona il proprio villaggio, nessuno che non ci sia nato, ci penetra; non si maritano che fra loro; parlano un linguaggio particolare; son tutti vestiti nello stesso modo e degli stessi colori, com’erano i padri dei loro padri. Al tempo della pesca, non rimangono nel villaggio che