Pagina:Olanda.djvu/21

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l’olanda. 9

posta speciale per le dighe, proporzionata all’estensione dei suoi poderi e alla vicinanza dell’acque. Una rottura accidentale, un’inavvertenza possono cagionare un diluvio; il pericolo è continuo; le sentinelle sono al loro posto sui baluardi; al primo assalto del mare, danno il grido di guerra, e l’Olanda manda braccia, materiali e denari. Ed anche quando non si combattono grandi battaglie si combatte una lotta sorda e lenta. I mulini innumerevoli, anche nei laghi prosciugati, seguitano a lavorare senza posa per assorbire e versare nei canali l’acqua piovana e quella che filtra dalla terra. Ogni giorno le cateratte dei golfi e dei fiumi, chiudono le loro porte gigantesche all’alta marea che tenta di slanciare i suoi flutti nel cuore del paese. Si lavora continuamente a rafforzare le dighe malferme, a fortificare le dune con piantagioni, a gettar nuove dighe, dove le dune son basse, diritte come lancio immense vibrate nel seno del mare, per rompere il primo impeto delle onde. E il mare picchia eternamente alle porte dei fiumi, flagella eternamente gli argini, brontola da ogni parte la sua eterna minaccia, solleva i suoi flutti curiosi come per guardare le terre che gli sono contese, ammonta dei banchi di sabbia dinanzi ai porti per uccidere il commercio delle città invise, rode, raspa, scava le coste; e non potendo rovesciare i baluardi su cui frange in schiuma rabbiosa i suoi sforzi impotenti, getta ai loro piedi dei bastimenti pieni di cadaveri perchè annunzino al paese ribelle il suo corruccio e la sua forza.