Pagina:Olanda.djvu/228

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216 L'AJA.

serve d’una forma particolare di zoccoli. La scuola frisona, che è la più antica, non mira che alla celerità; la scuola olandese non cerca che la grazia. I frisoni vanno rigidi, stecchiti e per diritto, coll’occhio alla mèta, pigliando la spinta in avanti; gli Olandesi vanno a zig-zag, slanciandosi da sinistra a destra e da destra a sinistra con un movimento ondulatorio dei fianchi. Il frisone è la freccia, l’olandese è il razzo matto. Alle donne convien meglio la scuola olandese. Le signore di Rotterdam, d’Amsterdam e dell’Aja sono infatti le più seducenti patinatrici delle Provincie unite. Cominciano da bambine, continuano da ragazze e da spose; raggiungono nello stesso tempo il colmo della bellezza e l’apogeo dell’arte, e fanno coi loro zoccolini ferrati schizzar dal ghiaccio le scintille amorose che vanno a suscitare gl’incendi. Non è che sul ghiaccio che la donna olandese accenni a cadere, e riesce per questo in special modo attraente. V'hanno delle signore, che giungono a un grado di maestria meravigliosa. Chi le ha viste, dice che non è possibile immaginare la grazia degli ondeggiamenti, degli inchini, dei guizzi, delle mille graziette mollissime e vezzosissime che spiegano in quei loro giri e fughe e ritorni di rondini e di farfalle, e come si animi e si trasfiguri la loro tranquilla bellezza in quel turbinio. Ma non tutte riescono, molte non osano mostrarsi in luoghi pubblici, e quelle che da noi otterrebbero i primi onori, là richiamano appena l’attenzione; tanto vi è alta l’arte! Così degli uomini, che fanno ogni