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multa. Nel 1627 fece un viaggio in Danimarca e in Svezia, dove fu accolto con onore da Gustavo Adolfo. Undici anni dopo inaugurò il teatro d’Amsterdam con un dramma d’argomento nazionale Gilberto d’Amstel, che si rappresenta ancora una volta all’anno in omaggio alla sua memoria. Gli ultimi anni della sua vita furono infelicissimi. Le dissipazioni di suo figlio avendolo ridotto in strettezze, il povero vecchio stanco dagli studi e affranto dai dolori, fu ridotto a mendicare un meschino impiego nel Monte di Pietà. Pochi anni prima di morire abbracciò la fede cattolica, e acceso da una nuova ispirazione scrisse la tragedia Le Vergini, e un poema, che è una delle migliori sue opere, intitolato i Misteri dell’altare. Morì vecchissimo e fu seppellito in una chiesa d’Amsterdam, dove un secolo dopo gli fu eretto un monumento. Oltre le tragedie, scrisse canti guerreschi alla patria, agli illustri marinai olandesi, al principe Federico Enrico. Ma la sua principal gloria è il teatro. Ammiratore della tragedia greca, conservò nelle sue l’unità, i cori, il soprannaturale, sostituendo al destino la Provvidenza, agli Dei vendicatori e propizi, i demoni e gli angeli, i buoni e i cattivi geni del Cristianesimo. Quasi tutti i soggetti tolse dalla Bibbia. Il suo capolavoro è la tragedia Lucifero, rappresentata due volte, malgrado le quasi insuperabili difficoltà della rappresentazione, nel teatro d’Amsterdam, e poi fatta interdire dal clero protestan e; tragedia che ha per soggetto la ribel-