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236 L'AJA.

tria. Jacob Catz nacque nel 1577, di famiglia patrizia, a Brouwershaven, città della Zelanda. Studiò legge, divenne pensionario di Middlebourg, andò ambasciatore in Inghilterra, fu gran pensionario di Olanda, ed esercitando con zelo e rettitudine esemplare quest’alti uffici coltivò amorosamente la poesia. La sera, dopo aver trattato degli affari dello Stato coi deputati delle provincie, si raccoglieva in casa a far versi. A settantacinque anni, chiese di essere esonerato dalle cariche, e quando lo Statoldero gli annunziò con parole onorevoli che la sua domanda era stata esaudita, egli cadde in ginocchio al cospetto dell’Assemblea degli Stati e ringraziò Iddio che l’avea sempre protetto nel corso della sua lunga e faticosa vita politica. Pochi giorni dopo si raccolse in una sua villa, dove godette una vecchiezza tranquilla e onorata, studiando e poetando fino al 1660, anno in cui morì, più che ottuagenario, pianto da tutta Olanda. Le sue poesie formano parecchi grossi volumi. Sono favole, madrigali, racconti, misti di storia e di mitologia, sparsi di descrizioni, di citazioni, di sentenze, di precetti; pieni di bontà, d’onestà e di dolcezza, e scritti con semplicità ingenua e delicata arguzia. Il suo volume è il libro della saggezza nazionale, la seconda Bibbia del popolo olandese, un manuale che insegna a vivere onesti ed in pace. Egli dà consigli a tutti; al ragazzo come al vecchio, al mercante come al principe, alla padrona di casa come alla serva, al ricco come al mendico. Insegna a spendere, a risparmiare, a far le